Animali in condominio, qualche regola di civile convivenza

Le famiglie italiane che convivono con un animale domestico sono oggi più del 40%. Una percentuale particolarmente corposa, che può creare spesso delle difficoltà di civile convivenza all'interno di un condominio, dove non tutti potrebbero mostrare lo stesso livello di tolleranza nei confronti dell'eventuale rumore o dei saltuari odori che dovessero venire a crearsi in seguito all'esistenza di un animale domestico.

Animali-in-condominio.jpgMa come comportarsi in simili occasioni? E quali sono le principali regole di convivenza in un condominio? 

Iniziamo con il ricordare che sono proprio le regole della civile convivenza ad imporre al proprietario dell'animale domestico di riporre quanti più sforzi possibili per evitare di disturbare gli altri condomini. Di contro, sta alla sensibilità degli altri condomini di non creare eccessive intolleranze per la presenza di un animale a quattro zampe (e non solo!), anche considerando che difficilmente chi mal sopporta cani e gatti, riuscirà ad ottenere per vie legali un loro allontanamento (ipotesi che risulta essere sostanzialmente limitata al caso in cui l'animale domestico crei gravi problemi di ordine igienico sanitario). 

Ad ogni modo, valutato che è nell'interesse di tutti quello di evitare screzi con i vicini, il nostro consiglio è certamente quello di farsi mostrare una copia del regolamento condominiale dall'amministratore dello stabile: seppur, infatti, il regolamento non possa sostanzialmente vietare la presenza di un animale domestico (molte sentenze hanno giudicato illegittimi i regolamenti che impediscono di possedere un cane o un gatto, data la loro forte importanza per l'uomo), potrebbe comunque porre dei particolari limiti alla loro compagnia. 

Una volta fatto ciò, ricordate che l'animale domestico non creerà alcun tipo di conseguenza pregiudizievole se non arreca gravi problemi. Insomma, se ogni tanto abbaia o "corre" per casa, è molto difficile che si possa passare dalla parte del torto: se invece i disturbi acustici o olfattivi sono particolarmente persistenti e incisivi, sarà necessario porre dei rimedi con tempestività al fine di evitare delle ripercussioni negative. 

Stabilito quanto precede, è utile ricordare che anche per la gestione degli animali domestici in appartamento trova applicazione quanto già stabilito da diverse pronunce giurisprudenziali in relazione all'interpretazione dell'art. 844 c.c., laddove viene indicato come "il proprietario di un fondo non può impedire i rumori dal fondo del vicino, se non superano le normali tollerabilità, avuto anche riguardo alle condizioni dei luoghi (...)". 

I giudici hanno più volte ribadito come, nonostante il tenore letterale della norma faccia riferimento alla proprietà fondiaria, il contenuto dell'articolo del Codice civile possa applicarsi congruamente anche ai rapporti tra condomini. Pertanto, sono da ritenersi illecite tutte le emissioni che per intensità e per frequenza possono provocare disturbi e malesseri a persone che hanno un "normale" grado di sopportazione. 

Detto ciò, cercate sempre e comunque di evitare di arrivare alle vie formali. Spesso il modo migliore per poter risolvere situazioni potenzialmente spiacevoli è il dialogo e il confronto: un modo che potrà essere spesso più efficace di qualsiasi azione meno bonaria, e che potrà permettere al proprietario dell'animale domestico di godere in piena serenità della presenza del suo fedele amico.

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